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Glossario

Le case funerarie sono dei luoghi deputati ad accogliere al loro interno tutti gli adempimenti direttamente connessi a un decesso, dal momento appunto in cui si è verificata la scomparsa dell’individuo, al momento in cui il defunto parte per la destinazione finale, sia essa il cimitero o il forno crematorio.

Le case funerarie  permettono di gestire con tempi e modi adeguati, ogni fase direttamente legata alla scomparsa di una persona cara, quindi possono ospitare l’omaggio al defunto per tempi e ambientazioni, sicuramente superiori a quelli offerti dagli obitori e dalle camere mortuarie degli ospedali.

Infatti, ci si può fermare nelle case funerarie anche alcuni giorni, permettendo alla famiglia e agli amici, di portare il proprio omaggio alla persona scomparsa nei tempi e nei modi ritenuti più opportuni.

I motivi che hanno spinto quest’usanza sono legati ad una trasformazione sociale che ha coinvolto anche la tradizione del commiato. Se una volta l’ultimo saluto veniva dato tra le pareti domestiche, oggi gli ambienti a disposizione sono più piccoli e non si prestano alla veglia o al via vai di parenti e amici, per cui è nata l’esigenza di creare degli ambienti adatti, che tra l’altro, nel caso in cui il decesso avviene in ospedale, sono decisamente più accoglienti di un obitorio.

Le case funerarie spesso sono messe a disposizione dalle onoranze funebri, dunque il rito di commiato è facilitato da un luogo deputato a tale scopo, appositamente attrezzato, che permette un saluto adeguato sia nei tempi che nei modi, grazie alla professionalità delle imprese che naturalmente si occupano di ogni dettaglio sia igienico che estetico, con un opportuno trattamento tanatoestetico.

La pratica del Funeral Home, inoltre,  agevola i funerali laici, di tutte quelle persone che, non professando in vita nessuna religione, non avrebbero voluto essere salutati in luogo di culto e allo stesso tempo dà spazio alla nuova pluralità di riti che, in taluni casi non riguardano solo la celebrazione del commiato, ma anche la preparazione del feretro.

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La cremazione della salma infine, è il processo mediante il quale il corpo viene ridotto in ceneri presso appositi impianti. La si può chiedere se il defunto ha manifestato in vita la volontà in una disposizione testamentaria, cioè in un testamento olografo, pubblico o segreto, oppure era iscritto ad associazioni con attività legata alla cremazione del corpo dei propri associati o infine per volontà del coniuge o per volontà manifestata dal parente più prossimo entro il 6° grado ed in caso di presenza di più parenti dello stesso grado, dalla maggioranza dei parenti di pari grado.

Fissata la data della cremazione il parente del defunto può poi optare per la richiesta di disponibilità di una celletta cineraria per la tumulazione dell’urna cineraria o per l’affidamento della stessa.

La celletta cineraria è un loculo realizzato dal Comune per ospitare le ceneri del defunto e il suo uso ha una durata di 30 anni. Si ottiene con la sottoscrizione di un apposito contratto che, decorsi i 30 anni, può essere rinnovato una sola volta.

Rilasciata l’autorizzazione alla cremazione, l’Amministrazione comunale autorizza il coniuge o il parente più prossimo del defunto a custodire l’urna cineraria presso la propria abitazione.

Dopo la cremazione della salma, è possibile disperdere le ceneri sulla base di espressa volontà del defunto, in aree appositamente destinate all’interno dei Cimiteri, in natura, in mare, lago, fiume, bosco purché libera da manufatti e natanti, o in aree private all’aperto, con il consenso del proprietario.

L’incaricato della dispersione può essere stato individuato dal defunto stesso oppure può trattarsi del coniuge o altro familiare o dell’eventuale esecutore testamentario o rappresentante legale di associazioni di cremazione.

La dispersione delle ceneri è autorizzata dall’Ufficiale di Stato Civile del Comune in cui è avvenuto il decesso.

La Dichiarazione di Successione  o denuncia di successione è una comunicazione obbligatoria che gli eredi devono presentare mediante apposita modulistica all’Agenzia delle Entrate entro 1 anno dalla morte del proprio congiunto. Questo obbligo, riguarda sia gli eredi che hanno o intendono accettare l’eredità, chi vi ha già rinunciato o rinuncerà, sia ai rappresentanti legali che agli esecutori testamentari. 

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Con il termine eredità si intende in genere il patrimonio ereditario, globalmente considerato, di un soggetto persona fisica, patrimonio che alla sua morte, passa nella titolarità giuridica di un altro soggetto per successione a causa di morte

L'estumulazione consiste nel recupero dei resti ossei o resti mortali delle salme, sepolte in loculi o tombe in muratura per circa 40 anni e poi collocati in un ossario.

Viene eseguita allo scadere della concessione del loculo.

L' estumulazione si definisce ordinaria quando viene eseguita allo scadere del periodo della concessione della sepoltura ed è regolata dal Sindaco.

Si definisce straordinaria quando viene effettuata prima dei termini previsti.

È sempre il Sindaco che autorizza l'estumulazione di feretri destinati a traslazioni, trasporto in altro Comune, cremazioni, dopo qualsiasi periodo di tempo e in qualunque mese dell'anno.

Quando la salma viene estumulata, in seguito alla richiesta dei familiari, i resti ossei possono:

- essere tumulati in ossarietti concessi appositamente per la durata di altri 40 anni circa

- essere tumulati in manufatti già in concessione (loculi o tombe), assieme alla salma che già occupa il posto, fino allo scadere della stessa.

I familiari devono provvedere ad acquistare la cassettina per la raccolta dei resti ossei presso le imprese di pompe funebri.

Se i familiari non esprimono intenti differenti, i resti vengono depositati nell'ossario comune del cimitero, secondo il tariffario in vigore nel Comune di riferimento. Il Sindaco si occupa di comunicare alla cittadinanza e ai familiari interessati, attraverso affissioni pubbliche, quella che sarà la destinazione finale dei resti ossei. Il silenzio da parte dei familiari  viene considerato come assenso alla proposta del Comune.

I loculi lasciati in concessione dai Comuni rimangono di proprietà comunale.

Se al momento della estumulazione, il medico, incaricato dalla Usl, nota la non perfetta tenuta del feretro, il richiedente dovrà provvedere, nel più breve tempo possibile, a contattare a proprie spese un’impresa di pompe funebri per eseguire il rivestimento.

Consiste nel recupero dei resti delle salme inumate in terra e nella loro successiva collocazione.

Le esumazioni si definiscono:

- ordinarie quando si eseguono al termine del tempo previsto per l’inumazione- straordinarie quando sono effettuate prima dei termini previsti.

Le esumazioni straordinarie vengono autorizzate esclusivamente per abbinamenti, traslazioni, trasporto in altro comune, cremazioni, tumulazione in tomba di famiglia.

Per le esumazioni ordinarie, ogni Comune definisce dopo quanti anni effettuarla.

I resti ossei, dietro richiesta dei familiari, possono essere:

  1. raccolti in una cassetta di zinco
  2. sistemati in un loculo concesso appositamente per la durata di altri 40 anni circa o in una tomba di famiglia
  3. trasferiti fuori comune
  4. depositati nell'ossario comune se i familiari non esprimono intenti differenti. La sistemazione è gratuita.

In ogni caso, prima di essere depositati nell' ossario comune, i resti sono conservati, per alcuni mesi, in contenitori individuali presso il Cimitero competente.

La cassettina per la raccolta dei resti ossei dovrà essere acquistata dai familiari stessi, presso una qualsiasi impresa di pompe funebri.

Da maggio a settembre compresi, date le condizioni climatiche, sono vietate le esumazioni, tranne nei casi di eccezionale necessità.  

I Diamanti della Memoria sono una nuova e romantica forma di sepoltura per avere i propri cari sempre con noi ...

Sono autentici diamanti prodotti dalle ceneri di cremazione delle persone care scomparse, in memoria della loro unica e splendida vita.

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È  la sepoltura in una bara di legno leggero nella terra, a circa 2 metri di profondità, da effettuare in aree obbligatoriamente predisposte a tale scopo.

Il periodo di inumazione è di circa 10 anni, necessario  per la decomposizione della bara di legno e la trasformazione in sali minerali del corpo. Infatti grazie ad un maggior scambio di ossigeno con l’atmosfera, le trasformazioni batteriche sono facilitate e i processi di ossidazione avvengono più velocemente per

decomporre il corpo.

Documentazione per l'inumazione:

1. Dati anagrafici del defunto o un documento valido del richiedente (di solito il parente più prossimo) e il codice fiscale;

  1. Permesso di seppellimento rilasciato dall'Ufficiale di Stato Civile;

3. Autorizzazione al trasporto rilasciata dal Sindaco o suo delegato (A.S.L. competente);

4. Verbale di incassatura della salma redatto dall'Ufficiale di Polizia Mortuaria della A.S.L. competente;

5. Certificato rilasciato dal Sanitario responsabile del servizio di igiene pubblica dell'Asl.

Questi documenti saranno ritirati dal necroforo comunale alla consegna di ogni feretro e conservati presso l'Ufficio.

Trascorsi diversi anni dopo la sepoltura (tumulazione, inumazione) si effettuano i seguenti servizi: Estumulazione, Esumazione e Traslazione 

La pensione per chi resta

In caso di morte del titolare, la pensione di reversibilità passa al coniuge e ai figli. Ecco le modalità e i casi in cui questo è possibile.

In termine tecnico viene definita dall’Inps “pensione ai superstiti”: in pratica, la legge stabilisce che, in caso di morte del titolare, il diritto previdenziale passa ai familiari.

Due diversi tipi

La pensione ai superstiti può essere di due tipi.

  • Di reversibilità. Se chi è deceduto già prendeva la pensione di vecchiaia o di anzianità, quella di invalidità o di inabilità.
  • Indiretta. Nel caso in cui il lavoratore deceduto, anche se non ancora in pensione, aveva comunque raggiunto i requisiti minimi per prendere la pensione. Ciò significa, in concreto, che il lavoratore al momento della sua morte aveva maturato almeno 15 anni di contribuzione versati in tutta la sua vita previdenziale oppure, in alternativa, 5 anni di contribuzione di cui almeno 3 versati nel quinquennio precedente la data della sua morte.

Quando la pensione passa al coniuge

Dopo la morte del coniuge, il diritto alla pensione scatta in automatico per la moglie o il marito superstite, in misura differente a seconda della presenza e del numero di figli. Questo vale anche se la coppia è separata. Attenzione, però: nel caso il giudice abbia stabilito che la rottura della coppia era “addebitabile” al coniuge superstite, la pensione passerà a quest’ultimo solo se risulta titolare dell’assegno di mantenimento stabilito dal Tribunale.

Quando la pensione passa ai figli

In caso di morte del padre/madre, la pensione ai superstiti, oltre che al coniuge, spetta anche ai figli (legittimi, legittimati, adottivi, affiliati, naturali, legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio dell’altro coniuge), purché alla data del decesso del genitore siano: minori di 18 anni; studenti di scuola media superiore di età compresa tra i 18 e i 21 anni, a carico del genitore e non impegnati in alcuna attività lavorativa; studenti universitari per tutta la durata del corso legale di laurea e comunque non oltre i 26 anni, a carico del genitore e non impegnati in alcuna attività lavorativa; inabili di qualunque età, a carico del genitore.

Altri parenti

Quando non ci sono né coniuge né figli, la pensione ai superstiti può essere riconosciuta ai genitori del lavoratore deceduto, purché abbiano almeno 65 anni di età, non siano titolari di pensione diretta o indiretta e, alla data del decesso, risultino a carico del figlio.

Quanto si prende

Le quote di pensione del defunto dovute ai familiari vengono calcolate in base a ciò che sarebbe spettato al lavoratore al momento del decesso. Facciamo qualche esempio: il coniuge senza figli prenderà il 60% della pensione del coniuge defunto; il coniuge con un figlio prenderà l’80%; il coniuge con 2 o più figli prenderà il 100%. Nel caso il diritto al trattamento previdenziale ricada su più parenti, la somma delle diverse aliquote non può comunque superare il 100% della pensione. Se il superstite che percepisce la pensione possiede altri redditi, la pensione viene ridotta percentualmente a seconda del reddito.

Per visitare il sito dell' INPS per ulteriori informazioni CLICCA QUI

La successione ereditaria è quel processo giuridico che comporta il trasferimento del patrimonio ereditario dal soggetto defunto al suo, o ai suoi, successori.

Cosa prescrive il Codice Civile sulle Successioni Testamentarie CLICCA QUI

 

è una parola che deriva dal greco tanatos che vuol dire “morte” e prassi che vuol dire “pratica”, ed è ancora poco conosciuta in Italia.

È un trattamento “post-mortem” che consiste nella cura igienica di conservazione del corpo. Ma soprattutto è un trattamento che ha lo scopo di realizzare un processo altamente igienico nel settore funerario e cimiteriale. Il corpo nelle ore successive alla morte subisce una veloce trasformazione che rende la veglia funebre più traumatica e potenzialmente pericolosa. La tanatoprassi prevede un’iniezione nel sistema arterioso di un fluido conservante e una serie di cure estetiche che consentono di mantenere un’immagine integra del defunto, eliminando per alcune settimane il processo di decomposizione. Inoltre, viene garantito il naturale ritorno in polvere del corpo in un tempo massimo di 10 anni, mentre per un corpo che non ha subito nessun trattamento ci vogliono circa 40 anni, e in alcuni casi anche 80.

La tanatoprassi non è da confondere con l’imbalsamazione perpetua: è un metodo di conservazione temporanea. Fa sì che le salme possano essere conservate dai 10 ai 15 giorni prima della sepoltura.

Un buon intervento è efficace se fatto nell’immediato, oltre le 4 ore nulla è più percorribile se non interventi conservativi di ripiego.

Attualmente la tanatoprassi, oltre che negli Stati Uniti dove è praticata sulla quasi totalità delle salme, è legalmente autorizzata in molti paesi europei e si sta diffondendo rapidamente. In Italia, pur essendo introdotta nella norma vigente, non è praticabile

E’ l’atto con cui una persona dispone, per il tempo in cui avrà cessato di vivere, di tutte le proprie sostanze o di parte di esse. In mancanza di un testamento, tutti i beni del defunto vengono distribuiti ai parenti o, in assenza, allo Stato secondo i criteri fissati dalla legge.

La legge prevede varie modalità di testamento tra cui:

  • il testamento olografo, che deve essere scritto di pugno dal disponente, su un supporto cartaceo, datato e firmato. Per evitare che la lettera sia smarrita o distrutta, è possibile predisporre due originali e depositarne una copia presso un notaio o uno dei beneficiari indicati.
  • il testamento pubblico, invece, viene steso presso un notaio di fronte a due testimoni. Dà maggiori garanzie di correttezza formale e di conservazione.
  • il testamento segreto, infine, è un testamento olografo che viene poi sigillato e consegnato per la custodia a un notaio, di fronte a due testimoni.

Consiste nel trasferire una salma, oppure resti mortali o ceneri, da un loculo, un ossario, un cinerario ad altra sepoltura, in cui il defunto abbia il diritto di essere tumulato.

Viene effettuata:

  1. per trasferimento in tomba di famiglia
  2. per trasferimento fuori comune
  3. al momento dell'esumazione per essere tumulato in un ossario, oppure in un loculo in cui il defunto abbia diritto alla tumulazione
  4. dopo la cremazione, per essere tumulato in un cinerario, oppure in un loculo in cui il defunto abbia diritto alla tumulazione
  5. al momento della tumulazione della salma di un familiare se si vogliono abbinare in loculi contigui salme di coniugi, genitori, figli, fratelli

Le richieste per trasferire una salma, resti mortali o ceneri devono essere inoltrate direttamente all’Ufficio di Polizia Mortuaria che provvederà ad informare sullo svolgimento delle operazioni.

Da giugno a settembre compresi, date le condizioni climatiche,  le operazioni di traslazione ed estumulazione non vengono eseguite, tranne in casi particolari per motivi improrogabili, come quelli dell’Autorità Giudiziaria.

Consiste nella sepoltura in un loculo o tomba, costruiti con opere murarie dal Comune o dai privati concessionari di aree.

La salma viene racchiusa in una duplice cassa, una di legno, l’altra di metallo ed ermeticamente sigillata. Ogni feretro deve contenere un solo cadavere.

La cassa viene posta in un loculo, che poi viene chiuso con muratura e intonacato nella parte esterna. Tale chiusura può avvenire con elemento in pietra naturale o con lastra di cemento armato vibrato o altro materiale, come dice la legge.

I processi di ossidazione sono estremamente lenti nella tumulazione, data la difficoltà di scambio di ossigeno con l’esterno, infatti è previsto un periodo almeno di 40 anni per la scheletrizzazione.

Per avere diritto alla tumulazione si deve essere titolari di una concessione di uso di un loculo, di una cappellina o tomba di famiglia. Tale concessione va richiesta al Comune in cui avverrà la sepoltura e pagato il corrispettivo.

Con la concessione, la salma resta tumulata nel loculo a cui é stata assegnata, per tutto il periodo stabilito dal Comune di riferimento. La salma non può essere privata da nessuno del diritto di sepolcro, sia nel loculo che nella tomba di famiglia. Il comune controlla che non siano effettuate variazioni a danno della salma avente diritto alla tumulazione nella tomba di famiglia o titolare della concessione del loculo.

Documentazione:

1. Permesso di seppellimento rilasciato dall'Ufficiale di Stato Civile;

2. Autorizzazione al trasporto rilasciata dal Sindaco o suo delegato;

3. Verbale di incassatura della salma redatto dall'Ufficiale di Polizia Mortuaria della A.S.L. competente;

4. certificato rilasciato dal Sanitario responsabile del servizio di igiene pubblica dell'Asl

Questi documenti saranno ritirati dal necroforo comunale alla consegna del feretro e conservati presso l'Ufficio.

TUMULAZIONE IN TOMBE O CAPPELLE DI FAMIGLIA

La tumulazione può avvenire in sepolture familiari già esistenti.

La durata della concessione è di circa 99 anni.

L’uso delle sepolture private è riservato alla persona che ne ha acquisito la concessione e a quelle della sua famiglia fino al completamento della capienza.

La famiglia del concessionario è composta dagli ascendenti, dai discendenti in linea retta e dai collaterali, ampliata agli affini, fino al 6° grado.

Per il coniuge, gli ascendenti e discendenti in linea retta il diritto alla tumulazione è già implicitamente acquisito dal concessionario, all'atto dell'ottenimento della concessione.

Per i collaterali, gli affini e i conviventi, oltre che per i soggetti che abbiano acquisito particolari benemerenze nei confronti della famiglia del titolare del sepolcro, la sepoltura deve essere autorizzata di volta in volta dal titolare della concessione, o in caso di morte del titolare, da uno dei suoi eredi, con una apposita richiesta formale sottoscritta ed autenticata ai sensi del D.P.R. n. 445/2000, che andrà presentata all'ufficio competente per avere il nulla osta.

I requisiti per poter prenotare sepolture per famiglie e collettività, sono la maggiore età e l'appartenenza ad un nucleo familiare autonomo.

L'autorizzazione all'apertura del sepolcro (loculo o tomba di famiglia) è competenza del titolare della concessione, degli eredi dopo la sua morte e se non ci sono più eredi, può procedere d'ufficio l'Amministrazione comunale.

Ricongiungimento

Si intende la possibilità di seppellire l'uno accanto all'altro o nello stesso cimitero, persone che in vita sono state molto vicine.

Si può richiedere per ricongiungere coniugi, genitori e figli.

In tal caso il titolare di una concessione o i parenti più prossimi debbono presentare la domanda al Comune di riferimento.

Trascorsi diversi anni dopo la sepoltura (tumulazione, inumazione) si effettuano i seguenti servizi: Estumulazione , Esumazione e Traslazione